• ilGustoelaSalute Lucrezia

COVID-19: RIFLESSIONE DI UNA PERSONA CHE HA MOLTO DA IMPARARE E CHE NON SMETTE DI FARSI DOMANDE

Aggiornamento: lug 29


Ciao a tutti,

oggi voglio condividere con voi un post un pò diveso, non si tratta di una ricetta ma di un mio pensiero che ho sentito l'esigenza di esternare.


Tutto è nato da un post che ho letto questa mattina, quando ho aperto la mia pagina di Facebook, lo stesso era un pensiero di mio cugino che diceva:


“Che schifo! io che vivo con la mia ragazza e sono vaccinato non posso entrare a vedere l’ecografia di mia figlia…”


Queste parole hanno smosso in me un senso di profondissima tristezza.


Rispetto al discorso COVID io non mi sono mai espressa, o meglio non sono mai riuscita a prendere una posizione. Non ho mai trovato, dentro di me, la sicurezza per potermi sedere né dalla parte di chi “crede” alla pandemia né dalla parte di chi invece non ci “crede” (passatemi il verbo “credere”).


Io purtroppo, sono fatta così, non riesco ad intavolare un discorso, se non sono sicura di quello di cui sto parlando. Piuttosto resto in silenzio, mi informo, leggo, cerco di capire e solo dopo, quando le cose mi sono più chiare, allora riesco a prendere una posizione.

Beh, con il tema CODIV questa sicurezza non è ancora arrivata, ci sono troppe informazioni discordanti, troppe cose che non mi tornano. Troppa poca chiarezza.

Per questa ragione, quando mi trovo a leggere sul web post carichi di odio oppure quando mi trovo con persone che discutono di questo tema, la mia reazione è il SILENZIO. Silenzio perché io ritengo di non saperne abbastanza.


C’è solo una cosa di cui sono certa, perché l’ho vissuta sulla mia pelle, è che tutta questa assurda situazione che il mondo intero sta vivendo, è in grado di andare a ledere la parte più sacra di ognuno di noi: Il cuore, e non parlo di quello fisico!


Io stessa, infatti, mi sono ritrovata positiva al COVID (asintomatica) per quasi un mese da SOLA, chiusa in casa, con entrambi i miei genitori ricoverati in ospedale.

Non entro nei dettagli di quello che è successo ma, vi garantisco, che sono stati dei giorni terribili. Interminabili.

Paura e solitudine sono state le mie compagne di vita in quegli assurdi quasi trenta giorni, al termine dei quali mi sembrava vi averne vissuti tre di mesi!

Non fraintendetemi, ho avuto tantissime persone vicine. Ogni mattina ricevevo decine di messaggi e telefonate di conforto e di vicinanza. È stato strano perché in effetti non ero sola, eppure mi sentivo tanto sola.


Ho vissuto quasi trenta giorni senza poter avere il privilegio di sentire il calore di una mano “amica” che mi accarezzasse il viso, per tranquillizzarmi e lenire quella terribile paura che avevo di poter ricevere brutte notizie dall'ospedale.

Quasi trenta giorni senza poter abbracciare nessuno.

Quasi trenta giorni in cui non ho potuto addormentarmi stretta a qualcuno.

Quasi trenta giorni in cui la mia vita si è fermata, completamente.

Quasi trenta giorni in cui mi aggrappavo anche ad una semplice telefonata.

Quasi trenta giorni in cui ho sperimentato il vero significato della parola SOLITUDINE.

Mi sono sentita profondamente sola, in un momento della mia vita già difficilissimo per altri motivi.

Questa esperienza mi ha segnata, ed il fatto di essermi dovuta trovare nel silenzio e nell’immobilità mi ha permesso di capire che, FORSE, dietro a questo COVID c’è qualcosa che va oltre. Qualcosa che, FORSE, è importante ascoltare.

Dico “forse” perché voglio lasciare sempre un margine di dubbio a quello che sto dicendo. O meglio, sono certa di quello che dico perché è la mia verità, ma sono consapevole del fatto che potrebbe non essere la verità di tutti!


Se qualcuno mi chiedesse cos’è per me il COVID io rispenderei con una sola parola: SOLITUDINE.

Ogni volta che mi fermo ad analizzare qual’è la costante di questa assurda situazione, ritrovo sempre LA SOLITUDINE.


Ricordo, anche, il dolore nel cuore e nella voce di una mia cara amica mentre in lacrime diceva: “mia mamma è in fin di vita, le hanno trovato il COVID, ora l’hanno trasferita in un altro ospedale e non posso neanche andare a trovarla. È li da SOLA, e non se lo merita!” – e come lei, chissà quante altre persone hanno provato questo senso di impotenza nei confronti di persona cara in ospedale.


Ho sentito molte persone dire: “ho PAURA di stare male in questo periodo, perché se finisco in ospedale poi mi ritrovo SOLO, per chissà quanto tempo!”


Persone ammalate lasciate SOLE in una stanza di ospedale;

Persone contagiate chiuse in casa SOLE, in balia della PAURA e dell’INCERTEZZA di quello che sarà.

Persone che ormai hanno paura di condividere un abbraccio anche con i propri cari.

Persone costrette a difendersi, con distanziamento e mascherina, da chiunque si trovi lì accanto a loro, sia questa una persona cara, un amico o uno sconosciuto. Perché chiunque, ormai, può essere un potenziale pericolo.

Niente più abbracci.

Niente più strette di mano.

Niente più baci.

Bocca e naso coperti dalla mascherina, risultato?

niente più sorrisi, niente più emozioni trasmesse attraverso la mimica facciale che è, in verità, la prima “porta” che apre la strada ai rapporti umani.


Le emozioni che stanno caratterizzando il mondo, in questo ultimo periodo storico sono divisione, paura e solitudine.


Avete mai pensato a cosa vuol dire per l’essere umano vivere costantemente su questa frequenza emozionale?

Avete mai pensato cosa può significare per l’essere umano allontanarsi da abbracci, sorrisi, baci e condivisione?

Avete mai pensato a cosa vuol dire per l’essere umano vedersi negata la libertà?

Avete mai pensato a cosa può voler dire per tutti i bambini e gli adolescenti crescere con tutte queste restrizioni umane/sociali?


Beh io si, ci ho pensato moltissimo, ed ogni volta ho sentito un brivido correre lungo la schiena.


Adesso con l’arrivo del GREEN PASS, ci troviamo di fronte ad un altro assurdo motivo per provare odio e risentimento verso il prossimo: Perché chi ha questo “lascia passare” inizierà a giudicare chi, invece, non lo ha e viceversa.

Un altro passo verso divisione e ostilità? (Forse?!)


Non mi vergogno di dire che, tutto questo, mi ha portato a pensare che, FORSE, questo “virus” ha il potere di distruggere i rapporti umani e che, se non ci mettiamo in moto per cambiare le cose, l’uomo diverrà un essere SOLO, IMPAURITO e facilmente MANIPOLABILE!


Probabilmente, molti di voi staranno pensando: “ma questa che caspita sta scrivendo!” - lo so, eppure questo è quello che sento.


Ho pieno rispetto per chi ha perso una persona cara durante questi anni, ripeto, ho vissuto sulla mia pelle dei giorni terribili e che, purtroppo, non credo dimenticherò mai. Non sto dicendo che non esiste il COVID, non sto dicendo che non può essere pericoloso.

Non sono qui ad insegnare a nessuno qual è la cosa più giusta da fare o da pensare, anche perché in realtà io non lo so quale sia la cosa più giusta da fare.


Oggi, ho semplicemente avuto la voglia di esternare quello che ho fatto in questo tempo, e cioè provare a guardare un pochino oltre quello che è davanti agli occhi di tutti.


Non ho una soluzione a tutto questo ma credo che, FORSE, “guardare oltre” potrebbe dare degli spunti ad ognuno di noi, per comprendere qual’è la via più giusta, sia per il singolo che per la comunità. Quando parlo di soluzione, intendo il senso più alto del temine.


Ad oggi la mia domanda è:

“Siamo proprio sicuri che sia SOLO il vaccino colui che potrebbe salvare davvero il mondo?”

- Ci tengo a sottolineare che non sono a prescindere contro il vaccino ma, per adesso, non sono neanche a favore.

Non vi nascondo, però, che quando ho letto il post di mio cugino mi sono chiesta:


“A cosa serve vaccinarsi se un papà vaccinato appunto, non può condividere con la

sua compagna la gioia di vedere, per qualche istante, la loro bambina vivere nel grembo di sua madre?” -


Credo sia importante non dimenticare mai che il mondo è fatto ANCHE di amore, condivisione, unione, alleanza, sostegno, sorrisi, abbracci, carezze, interesse REALE per il prossimo e via dicendo.


Forse mi sto sbagliando, eppure dentro di me vive questo pensiero e mi piacerebbe confrontarmi con chiunque avesse il piacere di farlo, ma vorrei che questo accadesse in maniera pacifica, senza rabbia ne giudizio!


Concludo con questo mio ultimo pensiero:


Sento gente parlare, discutere, arrabbiarsi per cosa sia più giusto fare.

Vedo gente impiegare le proprie energie nello spiegare quanto sia giusto vaccinarsi.

Sento gente dire, invece, che vaccinarsi sia l’errore più grande che si possa commettere.

Eppure ho sentito ben poche persone, impegnarsi e lottare per l’unica via che,ogni singolo individuo, può intraprendere per migliorare la propria vita e provare a rendere il proprio corpo più forte di fronte all’ attacco di questo Virus:


LA PREVENZIONE!


Alimentazione, equilibrio emotivo e stile di vita possono essere delle vie davvero efficaci per rendere il nostro corpo un’ambiente (almeno un po’) più ostile a questo virus.


https://www.ilgustoelasalute.com/single-post/il-sistema-immunitario-sosteniamolo-anche-a-tavola-1


Il primo vero grande passo verso la vera libertà, credo risieda nella capacità di prendersi la responsabilità della propria vita e della propria salute, fin dalle piccole cose.


“OGNI GRANDE CAMMINO INIZIA DA UN PICCOLO PASSO!”


Torniamo ad amarci, torniamo a condividere, toniamo a sorridere (anche se può non essere facile), occupiamoci noi in primis della nostra salute, ed il nostro SISTEMA IMMUNITARIO sarà in grado di funzionare meglio!


Questo è solo un semplice pensiero di una persona comune, che è consapevole del fatto che ha ancora molto da imparare dalla vita, e che non smette mai di avere dubbi e di farsi domande.


"Ti abbraccerei anche se tu fossi un cactus ed io un palloncino"

Lucrezia di Lernia

il Gusto e la Salute.


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