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INTESTINO E STITICHEZZA: I CONSIGLI NATUROPATICI PER OCCUPARSI DI QUESTO DISTURBO



L’intestino è l’ultima parte dell’apparato digerente, fisiologicamente è un canale che collega lo stomaco all’ano.

Questo si suddivide in due tratti principali, quali: Intestino tenue, detto anche piccolo intestino, e intestino crasso, il quale viene definito anche grosso intestino o colon, per poi diventare retto e terminare nell’ano.


Anche se la stitichezza è il risultato di un intero processo digestivo deficitario, in questo articolo ci occuperemo in modo specifico del colon, che è la sede in cui questo disturbo insorge.

L’intestino crasso raggiunge una lunghezza totale di un metro e mezzo e si occupa di assolvere due principali funzioni:

La prima è quella di assorbire acqua, vitamine e minerali che verranno poi trasportati nel fegato attraverso la vena Porta.

La seconda invece è quella trasformare il materiale di scarto proveniente dall’intestino tenue in feci.

Queste funzioni sono garantite dal processo peristaltico che altro non è che un movimento involontario del sistema nervoso autonomo sito nel tratto enterico.

La funzione del movimento ritmico della parete intestinale permette alle sostanze presenti nel colon di dirigersi verso l’ano e, allo stesso tempo, favorisce il rimescolamento del chimo con i succhi gastrici all’interno dello stomaco.


Il disturbo più comune che colpisce il grosso intestino è la stitichezza. Questo disturbo è il risultato di un ristagno prolungato di feci nel colon con la conseguente produzione di feci eccessivamente disidratate e compatte.

Generalmente questo disturbo rende l’evacuazione difficile e dolorosa, con una sensazione di svuotamento parziale dell’intestino.

La stipsi può presentarsi solo occasionalmente come per esempio durante i viaggi, quando si modifica lo stile di vita oppure quando si è costretti a modificare regime alimentare. Questo è uno stato transitorio ed un intestino sano sarà in grado di trovare il giusto assetto in temi brevi.

La stitichezza però può essere un disturbo cronico. In alcuni casi rappresenta la conseguenza di patologie pregresse come diverticolosi, colon irritabile, malattie neurologiche etc.


In altri casi invece, quando patologie specifiche sono escluse la stitichezza cronica può essere causata da altri disturbi facilmente gestibili come per esempio un regime alimentare squilibrato, intolleranze alimentari, alterazione della flora intestinale, carenze vitaminiche, ridotta attività fisica e gravidanza.

Lo stress, la paura, l’ansia e tutte le problematiche emozionali ricoprono, in questi casi, un ruolo quasi centrale nell’alterazione dell’alvo.


Le medicine complementari insegnano che quasi tutti i disturbi, dai più banali fino ad arrivare a quelli più seri nascono proprio nel Colon.

Quando questo organo fondamentale non funziona correttamente o se l’energia dell’intero sistema è in deficit si innesca un processo di autointossicazione.

Il primo punto fondamentale da comprendere per poter gestire questa problematica è quello di evitare di consumare alimenti poveri sotto l’aspetto nutrizionale ed energetico, prediligendo l’assunzione di alimenti freschi, di stagione e “vivi” non industrialmente trattati.

I ritmi di vita odierni hanno allontanato l’uomo dalla via della semplicità, costringendolo da una parte ad un’iper attività mentale ed emozionale e dall’altra ad un’eccessiva sedentarietà, creando in questo modo una condizione di stress che non giova all’intero organismo e, in modo particolare, all’intestino.




Alimentazione:

La macrobiotica insegna che un intestino che non funziona correttamente ha bisogno di ritrovare la capacità di rilassarsi e contrarsi in modo fisiologico.

Per aiutare questo organo a ristabilire la peristalsi è necessario capire quali sono gli alimenti che inficiano questo meccanismo e quali invece aiutano a ritrovare il ritmo naturale tra contrazione e dilatazione.


Alimenti da limitare/eliminare:

L’assunzione di alimenti con un’eccessiva energia Yang come:

Prodotti da forno, salumi, formaggi stagionati, uova, carne.

Renderanno difficoltosa la dilatazione dell’intestino, in quanto svilupperanno nello stesso uno stato di tensione e rigidità.


Il consumo di alimenti con una squilibrata energia Yin come:

Latte, latticini e tutti i suoi derivati, zucchero bianco, zuccheri e farine raffinate, succhi di frutta, bevande zuccherate, alcool, burro, eccessivo consumo di olii soprattutto se crudi, etc.

Conferiranno al corpo debolezza e lassità rendendo difficoltosa la contrazione dell’intestino.


Alimenti da prediligere:

Per risanare l’attività di un intestino mal funzionante è necessario introdurre nella dieta quotidiana alimenti ricchi di acqua e di fibre, così da idratare ed aumentare il volume delle feci e rendere più facile l’espulsione delle stesse.


Quando si decide di modificare la propria alimentazione introducendo nella dieta quotidiana alimenti ricchi di fibre è bene approcciarsi a questo cambiamento in modo graduale in quanto è necessario insegnare al proprio intestino a gestire nei nutrienti nuovi.

Per questo motivo si suggerisce di iniziare con dei cereali semi-integrali, legumi decorticati o passati al passa verdure, etc.


L’alimento che si posiziona in cima alla lista dei cibi utili al corretto funzionamento dell’intestino è il riso integrale.

Questo è il re dei cereali, consumato sotto forma di crema rientra nella categoria di tutte quelle pietanze che la macrobiotica definisce “curative”, in quanto la sua importante attività lo rende un ottimo rimedio in caso di infiammazioni.


Un altro alimento da introdurre nella dieta giornaliera sono i legumi. Questi si rivelano utili alla riattivazione della funzionalità intestinale.


Ottimo anche il consumo di verdure fresche e di stagione nello specifico sia a radice che a foglia verde, oltre che a quelle fermentate (insalatini). In questo modo l’organismo avrà la giusta quantità di fibre ed enzimi, insieme ad importanti energie capaci di stimolare il corretto funzione intestinale.


Esiste poi un alimento, che in macrobiotica è considerato altamente curativo: la prugna umeboshi. Questo frutto a seguito di una lunga fermentazione acquista importanti capacità antinfiammatorie utili nel rinforzare gli intestini.


Per concludere è consigliabile introdurre nella dieta quotidiana zuppe con l’utilizzo di alimenti come il miso ed il tamari dato che gli stessi contengono enzimi utili sia al miglioramento della digestione che all’assimilazione.


Riguardo alla stitichezza è interessante l’analogia che troviamo tra Psicosomatica e Medicina Tradizionale Cinese.


La Medicina Tradizionale Cinese associa ogni organo ad un viscere di supporto, questi collaborando in modo complementare assolvono a specifiche funzioni vitali.

Nel caso specifico del Colon la MTC lo associa ai polmoni; questi due sistemi collaborando si occupano, anche se in distretti diversi, di decidere cosa trattenere del mondo esterno dell’organismo e cosa invece eliminare. Questo accade sia attraverso la respirazione che con l’evacuazione.

Qui entra in gioco l’analogia tra Medicina Tradizionale Cinese e psicosomatica in quando entrambe queste discipline confermano che in sede intestinale nasce la capacità di scegliere cosa “lasciar andare” e cosa “trattenere”.

La stitichezza, soprattutto quella cronica, che spesso è associata a problematiche respiratore e in alcuni casi anche patologie cutanee, richiama ad un’incapacità a livello emotivo di lasciar andare delle emozioni che hanno ormai assolto la loro funzione. Così come accade con il ristagno delle feci, le emozioni trattenute intossicano la psiche e la vita emotiva.


Per lavorare sulla risoluzione profonda di questa problematica sarebbe è possibile affidarsi alla floriterapia attraverso l’utilizzo dei Fiori di Bach.



Dopo aver scoperto qual è la o le emozioni che il soggetto sta trattenendo si sceglie il fiore relativo associandolo a due principali rimedi floreali quali: Honeysuckle e Walnut.

Questi ultimi due rimedi aiutano a sciogliere gli attaccamenti al passato predisponendo la persona al cambiamento.

Ottima è l’applicazione di questi rimedi sulla pianta del piede nei punti riflessi dell’intestino.


Lucrezia di Lernia

(Naturopata specializzata in Fitocomplementi e Terapia Alimentare)


il Gusto e la Salute.

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